Warhol Joseph Beuys

Andy Warhol e Joseph Beuys

Andy Warhol e Joseph Beuys consolidarono la loro amicizia in occasione delle rispettive mostre personali e di una mostra congiunta, tutte organizzate dal grande gallerista napoletano Lucio Amelio.

Beuys, come Warhol, oltre a essere un artista figurativo, è diventato celebre sulla scena internazionale per il suo impegno nell’ambito dell’Arte Concettuale e per i suoi progetti a difesa della natura e, quindi, dell’uomo inteso come essere pensante e autodeterminato all’interno del pianeta che lo ospita. L’opera fu realizzata da Andy Warhol proprio in occasione di questo magico incontro tra l’arte americana e quella europea, che per Warhol rappresentava le proprie radici familiari, nonché una base e una fonte d’ispirazione che sarebbero emerse negli ultimi anni attraverso gli omaggi ai Maestri dell’Arte Italiana.

All’interno della struttura compositiva dell’opera sono contenuti gli studi di sintesi e deduzione minimalista, che consentono di utilizzare il minimo indispensabile del segno, fino ad arrivare alla sua totale sottrazione. Quest’ultima, tipicamente concettuale, è rappresentata dalla completa assenza del soggetto nella parte sinistra dell’opera, in totale equilibrio estetico con il ritratto a mezza figura di Beuys.

L’intento è quello di esprimere il massimo grado di intensità, a partire dalla forza dello sguardo e dalla “descrittività” dell’abbigliamento caratteristico dell’artista: dal cappello di feltro alla giacca, concepita quasi come quella di un “pescatore di anime”. Si arriva così a una concisione fotografica accentuata dalla riproduzione formale in quattro elementi, che richiamano le fotografie formato tessera realizzate dalle cabine fotografiche, tanto care a Warhol e dalle quali egli trasse ispirazione per gran parte dei suoi ritratti di divi e personaggi celebri della storia.

A racchiudere definitivamente il carattere ironico e concettuale di Warhol, l’opera è stata realizzata su una tela sintetica, del tipo utilizzato dalle lavanderie americane per avvolgere abiti pregiati, come smoking o abiti da cerimonia. Tale scelta contribuisce, da un lato, ad accentuare la preziosità del soggetto ritratto e, dall’altro, a ribadire l’importanza che Warhol attribuiva alla società americana dei consumi e del lusso.

Opere analoghe hanno raggiunto quotazioni superiori al milione di euro e sono oggi esposte in importanti musei e gallerie di tutto il mondo.

In particolare, l’opera qui descritta è stata esposta e pubblicata nei relativi cataloghi, negli ultimi dieci anni, in circa quindici musei internazionali, dall’Italia alla Spagna, fino ai due principali musei di Taiwan, e potrebbe essere inclusa in future esposizioni organizzate presso importanti istituzioni museali internazionali.

Per la sua importanza storica, per l’oggettivo valore dell’opera, per la sua attualità e per le prospettive future legate alla possibile crescita del suo valore, nonché per la sua centralità storica e iconografica all’interno della produzione di Warhol, ritengo che quest’opera rappresenti un buon investimento nell’attuale mercato dell’arte.

L’opera è stata autenticata dall’ANDY WARHOL ART AUTHENTICATION BOARD, con misure differenti da quelle riportate nella presente scheda e nelle pubblicazioni sopra descritte. Ciò è dovuto al fatto che, in fase di archiviazione, è stata considerata esclusivamente la parte contenente l’immagine dei quattro ritratti di Joseph Beuys.

L’archivio riporta infatti le misure relative ai bordi della parte figurativa, pari a 55 1/4 × 32 1/4 pollici, corrispondenti a circa 82 × 140 cm.

Successivamente, l’ANDY WARHOL ART AUTHENTICATION BOARD autorizzò l’assemblaggio dell’opera nella sua interezza, comprendente anche la parte monocroma, così come era stata originariamente concepita da Warhol.Sul retro dell’opera sono inoltre presenti il timbro e la numerazione dell’Andy Warhol Art Authentication Board, unitamente alle iniziali di Timothy J. Hunt,curatore legato alla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, con la classificazione “UP (Unique Print)” e il numero 69.26, elementi che costituiscono parte integrante della documentazione relativa all’autenticità e alla provenienza dell’opera