Nel 1962 Warhol iniziò a utilizzare la serigrafia fotografica, una tecnica che sarebbe diventata uno dei tratti distintivi della sua arte: semplice, veloce e facilmente modificabile, gli permetteva di riprodurre e trasformare la stessa immagine più volte.
La scelta di Marilyn Monroe come soggetto di una delle sue prime e più celebri opere di Pop Art non fu probabilmente casuale. L’attrice morì proprio nello stesso anno in cui Warhol realizzò l’opera e il suo volto, insieme alla sua fama, si prestava perfettamente a essere trasformato in un’icona. L’immagine utilizzata dall’artista era tratta dal film Niagara del 1953.
Warhol realizzò numerose opere dedicate a Marilyn, tra cui il celebre Marilyn Diptych, oggi considerato uno dei lavori più influenti dell’arte contemporanea. Invece di dipingere o disegnare il suo volto, scelse una fotografia riconoscibile e la riprodusse attraverso colori vivaci e contrastanti, rendendo immediatamente identificabile la celebrità.
Marilyn, infatti, incarnava perfettamente lo status di superstar ed era diventata uno dei più celebri sex symbol del suo tempo. La rappresentazione di personaggi famosi divenne così uno degli elementi distintivi della Pop Art degli anni Sessanta, riflettendo in modo ironico e critico la nascente cultura della celebrità
Nel 1981, in occasione della mostra dedicata a Marilyn Monroe, furono realizzate da Leo Castelli Graphics, New York, speciali invitation cards destinate agli invitati e ai clienti VIP della galleria. Queste piccole opere su carta riprendevano l’iconica immagine di Marilyn, uno dei soggetti più celebri e riconoscibili dell’universo artistico di Andy Warhol.
Alcune di queste invitation cards assumono oggi un particolare interesse collezionistico grazie alla firma autografa di Andy Warhol, apposta dall’artista sulle copie destinate ai suoi clienti e ai frequentatori più importanti della galleria.
La firma trasforma così un oggetto originariamente concepito come materiale di invito e comunicazione della mostra in un pezzo dotato di una specifica dimensione personale e collezionistica. La card diventa infatti una sorta di punto d’incontro tra grafica editoriale, arte moltiplicata e autografo d’artista, mantenendo il legame diretto con l’attività espositiva di Warhol presso la galleria di Leo Castelli.
Queste invitation cards sono particolarmente affascinanti perché appartengono alla storia della circolazione dell’arte contemporanea degli anni Ottanta: oggetti nati per accompagnare un evento espositivo e successivamente trasformati, attraverso la firma dell’artista, in autentici memorabilia warholiani.
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