Andy Warhol cow

WALLPAPER

È difficile immaginare che questa semplice serigrafia di una mucca del New Jersey abbia avuto un ruolo nella carriera di Andy Warhol. Lo stesso Warhol non aveva molto interesse per le mucche. Sono stati Ivan Karp, un mercante d’arte americano, a suggerire l’argomento, e Gerard Malanga, l’assistente principale di Warhol, a scegliere la fotografia. Alla fine, è stato ciò che Warhol ha fatto con questa immagine a rendere il prodotto finale così interessante e invitante. Ha scelto di progettare il lavoro con il suo tipico stile di utilizzo di colori luminosi e vibranti, dando un’impressione umoristica di una mucca in un viaggio acido e quindi creare un senso di caos in un’immagine banale. Fu durante questo periodo che Warhol rafforzò il suo ruolo di “Principe del Pop” e decise di prendere una posizione pubblica contro la pittura, un mezzo che aveva utilizzato in precedenza. Intendeva che gli spettatori attraversassero un processo illuminante in cui verrà mostrato loro cosa si può ottenere con la serigrafia, in contrasto con il metodo convenzionale di pittura. Lui stesso è stato uno dei primi a dire che la pittura era “morta” e che era in prima linea nella creazione di una nuova ed eccitante forma d’arte che richiedeva molto meno sforzo per essere prodotta. La serigrafia era un metodo che gli permetteva di produrre una maggiore quantità di opere d’arte in meno tempo. Come i suoi lavori precedenti, questo ritratto di mucca è stato serigrafato su carta da parati, rendendo quindi le stampe in buone condizioni molto da collezione.

Con la Cow Wallpaper (carta da parati), nel 1966, Warhol inserì per la prima volta la carta da parati nel suo territorio creativo, portandola nel contemporaneo regno della Pop. 

Molti artisti prima e dopo di lui hanno progettato opere su questo supporto decorativo in cui la insita ripetizione è perfettamente adatta all’ estetica di Warhol. Ci sono dei precedenti nel suo lavoro che includono la sua immagine stampata sui francobolli verdi S & H che fu installata come carta da parati, per la retrospettiva a Philadelphia nel 1965; quasi allo stesso tempo i suoi Flowers appesi in sequenza uno accanto all’altro apparivano in sequenza come una carta da parati a Parigi.

Diverse wallpapers (carte da parati) fanno parte del lavoro di Andy Warhol: Cow [Pink on Yellow] (1966), Cow [Yellow on Blue] (1971), Mao (1974), Washington Monument (1974), Self-Portrait (1978), and, Fish (1983).

La Fish Wallpaper di Andy Warhol è una delle quattro stampe inedite dedicate dall’artista al tema dei pesci. Realizzata nel 1983, fu concepita come elemento scenografico per la mostra “Paintings for Children”, allestita presso la Galleria Bruno Bischofberger di Zurigo tra dicembre 1983 e gennaio 1984.

In occasione della mostra, Warhol sviluppò il soggetto del pesce in diverse forme. Sebbene non siano note con certezza le origini di questo motivo nella sua produzione, il pesce si inseriva perfettamente nel carattere giocoso e nella forte presenza del mondo animale che caratterizzavano l’esposizione.

Nel 1983, il mercante d’arte svizzero Bruno Bischofberger, gallerista di Warhol a Zurigo, gli commissionò una serie di opere pensate specificamente per un pubblico infantile. Warhol realizzò così i “Toy Paintings”, ispirandosi agli animali presenti nella propria collezione, tra cui pesci, scimmie, cani e panda.

Le opere furono collocate all’altezza degli occhi dei bambini, in modo da poter essere osservate facilmente dai visitatori più piccoli, di età compresa tra i tre e i cinque anni. Sullo sfondo, la Fish Wallpaper ricopriva le pareti della galleria, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente immersivo e quasi acquatico, simile a un grande acquario.

La carta da parati non aveva quindi una funzione esclusivamente decorativa, ma contribuiva a costruire l’atmosfera complessiva della mostra. Attraverso la ripetizione del motivo del pesce e la trasformazione delle pareti in un elemento dell’opera, Warhol creava un ambiente giocoso e coinvolgente, capace di riflettere la libertà, la curiosità e la spontaneità proprie dell’immaginario infantile.