ARMAN

ARMAN

ARMAN, al secolo Armand Fernandez, nato a Nizza nel 1928, dopo un primo esperimento nella pittura tradizionale, abbandonò a partire dal 1952 l’utilizzo del “cavalletto”, per una nuova ricerca d’espressione. Cominciò con “timbri” su carta moltiplicati ossessivamente (Cachets), passò alle tracce e alle impronte (Allures). E’ tra il 1960 e 1962 che si compie il suo destino, pervenendo aduno stile nuovo e potente; l’artista focalizza lo sguardo sulla natura moderna, industriale e urbana,appropriandosi degli oggetti della strada. Partendo da questi oggetti raccolti dalla strada arriva alla loro destrutturazione trasformandoli quindi “in massa e colore” mediante un processo di contaminazione. L’opera di ARMAN non può avere confini limitati, non è pura pittura, non è pura scultura. Lui stesso si definisce “un peintre qui fait de la sculpture”. Infatti anche le sue opere”frontali” sono definite “superfici”, perché come egli stesso sostiene “anche nelle mie composizioni volumetriche la mia volontà è sempre pittorica più che scultorea”, in più la sua nozione del volume è lontana da quella degli scultori “puri”. Ciò che caratterizza l’artista francese è un nuovo modo di osservare gli oggetti “inutilizzati”, ma recanti tracce dell’uomo, convertiti nel linguaggio semplice del “consumatore”. Nella ricerca di nuove creazioni ha esplorato il settore dei rifiuti e degli scarti industriali; perviene quindi alla piena drammaticità dell’oggetto quando il suo gesto diviene collera che lo porta a distruggere gli oggetti o a bruciarli, e infine prova nuove combinazioni nelle sue”inclusioni”. L’arte tradizionale viene così dissacrata in favore di una revisione dell’estetica dell’oggetto. Nouveau Réalisme per ARMAN significa assemblare oggetti che la nostra società reputa marginali e insignificanti, puntando l’attenzione su ciò che non notiamo ed esaltando così il valore di ciò che utilizziamo quotidianamente. Il 22 Ottobre del 2005 ARMAN, malato di tumore, si spegne a New York, all’età di 76 anni. Nel 2006 al MAMAC di Nizza ha luogo la retrospettiva dedicata al suo primo periodo, dal titolo Subida al Cielo. Nel 2007 alcuni lavori del maestro vengono presentati in occasione di Le Nouveau Realisme, la più importante mostra dedicata al movimento omonimo. Le sue opere figurano nelle più grandi collezioni e in novanta musei del mondo.