Maiorano Serafino

Serafino Maiorano nasce a Crotone (Calabria, Italia) e si diploma all’ Accademia di Belle Arti a Catanzaro (Calabria, Italy) nel 1983. Subito dopo, si trasferisce a Roma. Maiorano, ha compiuto numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’Estero; ne è un esempio: l’ Esposizione Internazionale d’Arte-La Biennale di Venezia. La sua personale “Respiro di Luce” nel 2010 presso la galleria Emmeotto di Roma, nel 2009 la mostra personale alla Torna buoni Art Gallery di Milano, e una mostra personale negli appartamenti storici di Palazzo Reale di Caserta. Alcune sue opere sono nella collezione della Farnesina-Ministero degli Affari Esteri altre in alcuni musei e numerose, in collezioni private. Ha esposto presso l’Hotel de Russie nel 2007 con una mostra dal titolo “Pace Velata”, in collaborazione con la Galleria Traghetto di Venezia.

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Man Ray

Man Ray

Man Ray al secolo Emmanuel Rudzitsky, nasce nel 1890 a Filadelfia. Artista irriverente, è stato pittore, grafico e fotografo, tra gli esponenti massimi del”Dadaismo” e “Surrealismo”.Cresce e studia a New York dove inizia a lavorare nel 1908 come disegnatore e grafico. Nel 1915 conosce Marcel Duchamp, con cui forma il ramo americano del movimento”Dada”, sorto in Europa come rifiuto radicale dell’arte tradizionale.Spirito libero e creativo, affascinato dalla sperimentazione e fusione enigmatica di nuovi linguaggi, rifiuta fin da subito le regole tecniche espressive di un’arte retorica e tradizionalista, così come ogni sorta di gerarchia tra pittura e macchina fotografica.Dopo essersi trasferito a Parigi nel 1921 produce i suoi primi fotogrammi, che chiama Rayographs, ovvero immagini fotografiche ottenute appoggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile, senza la mediazione della macchina,rivoluzionando l’arte della fotografia.Diviene il primo fotografo surrealista nel 1924, anno di nascita ufficiale del movimento “Surrealista” e, insieme a Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miróe Pablo Picasso, partecipa alla prima esposizione surrealista alla Galleria Pierre a Parigi nel 1925.Dopo l’invasione tedesca della Francia si trasferisce negli Stati Uniti, per poi tornare nella sua casa a Montparnasse. Morirà a Parigi nel 1976

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Licini Osvaldo

Osvaldo Licini

Osvaldo Licini, nasce nel 1894 a Monte Vidon Corrado, nelle Marche.La sua formazione comincia nel 1908 con l’ingresso nell’Accademia di Belle Arti di Bologna dove conosce Giorgio Morandi, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati. Il suo interesse si concentra subito sulle avanguardie francesi, coltivando parallelamente la lettura dei primi cataloghi sull’”Impressionismo”. Partito volontario nel 1915, in seguito a una grave ferita, viene congedato e nel nel 1916 si reca a Parigi dove la famiglia abitava fin dal 1902. Qui, il 18 maggio del 1917, assiste alla celebre prima di Paradeal Teatro Châtelet, sostenendo con giovanile entusiasmo l’opera di Picasso e Cocteau da lui conosciuti al Cafè de la Rotonde, insieme a Kisling, Zborowski e Modigliani. Di quest’ultimo divenne particolarmente amico, discutendo spesso delle avanguardie che si stavano allora affermando. Nella capitale francese espone a tre Salons d’Automne e a tre Salons des Indipéndants, nonché a una mostra di pittori italiani a Parigi organizzata da Mario Tozzi.Al periodo parigino, che si protrarrà fino al 1926, Licini alterna, nel 1920 e nel 1923, dei soggiorni a Saint-Tropez e in altre località della Costa Azzurra.Dopo aver partecipato con tre opere a una mostra del Novecento Italiano, con la pittrice svedese Nanny Hellstrom, sposata nel 1925, torna in Italia ritirandosi nel piccolo paese marchigiano di Monte Vidon Corrado. Qui visse come un eremita fino alla morte anche se sono da registrare diversi viaggi a Parigi, in Svezia e in altre paesi europee.Fino al 1930, secondo una sua nota autografa, i differenti periodi della sua pittura si possono dividere così: 1913-1915 “Primitivismo fantastico” , dopo questa data e fino circa al 1940, Licini si interessò di “Astrattismo”, distruggendo, con severa autocritica buona parte delle tele del periodo precedente. Nel 1933 scriveva infatti a Marchiori: “Da due anni però ho cambiato bruscamente strada. Per molte buone ragioni, di cui sono convintissimo, adesso non dipingo più dal vero”.Nel 1934 viene fondato, presso la Galleria del Milione, il gruppo degli “Astrattisti italiani”composto da Licini, Fontana, Reggiani, Soldati, Veronesi, Melotti e Gihiringhelli. La loro uscita pubblica coincide, nel marzo del 1935, con la prima mostra collettiva di arte astratta italiana nello studio di Casorati e Paolucci a Torino. Per Licini, che in novembre si reca a Parigi dove conosce tra gli altri Kandinsky, Magnelli, Herbin e Kupka, risulta fondamentale la lettura di Kn il libro di Carlo Belli, ispiratore, sostenitore e teorico del primo astrattismo italiano.Dopo la Seconda Guerra mondiale, l’artista riappare a Venezia, nel 1948, per la XXIV Biennale.dove espone le famose nove Amalasunte dipinte nell’eremo di Monte Vidon Corrado, il paese del quale nel frattempo era divenuto sindaco.Dal 1950 comincia il periodo più intenso e bello dell’opera di Licini ora intento a terminare i molti studi tracciati sulle carte. Il successo ormai crescente della sua arte è suggellato dalla presentazione da parte di Apollonio della personale alla XXIX Biennale del 1958. Sono 41 le opere esposte e Licini viene insignito del Gran Premio Internazionale per la pittura. Poco dopo aver visitato la mostra di Pisanello a Verona, muore a Monte Vidon Corrado l’11 ottobre 1958. Qualche tempo prima aveva scritto a Marchiori: “Sono diventato un angelo abbastanza ribelle, con la coda, e qualche volta mi diverto a morderla questa coda”.

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La Motta Alessandro

Alessandro La Motta

Alessandro La Motta, nasce nel 1966 a Rimini. dove vive e lavora.Si è diplomato presso il Liceo Artistico di Rimini, e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna.Durante gli anni di formazione figurano le prime esposizioni collettive e i riconoscimenti come il Premio Morandi e Premio Zucchelli(1985/1986/1988).Nel 1991 realizza la prima esposizione personale a Roma curata da Alessandro Masidal titolo Geologie, dove indaga la materia primordiale vulcanica e la luce, con un timbro pittorico segnato dalla forte componente materica, a cavallo tra astrazione e figurazione . Nel 1995 pubblica Angeli per Il Cerchio Editore, con testi tratti da Rainer Maria Rilkee l’introduzione di Davide Rondoni; questo periodo segna l’inizio di un rapporto sodale con la poesia, che lo porterà negli anni a intraprendere collaborazioni importanti con poeti e scrittori e alla realizzazione di pubblicazioni e mostre di respiro internazionale .Nel 2000 le opere legate al verso poetico, sono esposte a Barcellona in Spagna, con la mostra Tra le righe della poesia presso Forma Libera, vincendo il premio Movin up, con il Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura a Barcellona. Nel 2001 inaugura la mostra Body of art, presso la Galleria Senato a Milano, che dopo le tappe di Roma e Venezia, approda alla Galleria Lubelski di New York. Nel 2003 espone al Parlamento Europeo a Bruxelles, mentre, nel 2004 partecipa con Z’Arts alla Biennale di Dakar in Senegal.Nel 2010 espone con una personale nell’ambito delle manifestazioni per l’Expò Universale di Shanghai, presso la Tongij University, dove una sua opera è entrata nella collezione permanente. Il 2011 vede la partecipazione alla 54a Biennale di Venezia per il Padiglione Italia nella sezione dell’Emilia Romagna presso Palazzo Pigorini di Parma, curata da Vittorio Sgarbi. Nel 2014 espone con Identità disegno il suo ventennale lavoro legato al segno con opere intime e al contempo potenti, partecipando a pieno titolo al caleidoscopio culturale generato dalla Biennale del Disegno.Realizza nel 2015 per il centro I ART-Il popolo diffuso per le identità e l’arte contemporanea in Sicilia, la mostra Dee eroi e muse della bellezza presso il Centro Espositivo Monte Prestami di Piazza Armerina, in collaborazione con il Museo Regionale Villa del Casale di Piazza Armerina, il Museo Regionale di Aidone, Il Museo Interdisciplinare di Enna.Da diversi anni si occupa di arte, teatro e promozione culturale.Vive e lavora a Rimini.

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Kaufman Steve

Steve Kaufman

Steve Kaufman è nato nel Bronx, New York, nel 1960. Ha avuto la sua prima mostra in soli otto anni.Ha lavorato come assistente di Andy Warhol alla Factory fino a quando nel 1989 ha aperto il proprio studio a New York. Presto comincia ad assumere persone senza fissa dimora e gli ex membri delle gang di Los Angeles e ha investito una parte delle proprie entrate per queste cause, attraverso la sua fondazione Give Kids A Break. Alcune delle sue edizioni limitate sono state create da Kaufman per dedicarsi al cento per cento delle sue entrate in beneficenza, queste parti sono sul retro la scritta:”Give Kids A Break” che è l’anagramma dell’artista Kaufman è particolarmente interessato l’effetto prodotto dai più grandi stelle della società, nel caso del suo lavoro sulla Marilyn Monroe, James Dean, Elvis,Kennedy,etc.Ma anche fatto un discorso sulla fama usando le figure storiche come Beethoven,Mozart o di Shakespeare, che presenta come stelle di oggi. La loro edizione limitata lavora in modo innovativo e che dà ad ogni un design unico per un abbellimento che rende esclusiva.Il lavoro di Kaufman ha vinto un certo numero di seguaci in tutto il mondo negli ultimi anni. E ‘stato riconosciuto come il nuovo artista pop o come si dice un po’: il principe della Pop Art.Attualmente importanti collezioni comprendono opere di Kaufman, ecco alcuni esempi:Muse-um Amsterdam, Andy Warhol Foundation, Campbell Soup Co.,Citibank, Coca Cola Inc.,Fondazione di Los Angeles AIDS,Marilyn Monroe Estate, Picasso immobiliare, Saatchi e Saatchi, The Casa Bianca,Van Gogh Stato

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Fullone Cesare

Cesare Fullone

Cesare Fullone, nasce a Palmi ( Reggio Calabria ).Vive a Milano, dove ha conseguito il diploma di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua prima mostra è nel 1985.Considerato dalla critica come uno “dei più controversi e inquieti artisti italiani”, autore di opere, installazioni, foto, video, riviste e non solo, ha anche collaborato a scenografie teatrali, programmi televisivi e tenuto conferenze e lectures sul proprio lavoro. Un artista multiforme, che utilizza la scena nella sua totalità, cercando sempre nuovi stimoli.

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Foschini Sabrina

Sabrina Foschini si divide tra scrittura, poesia e arti visive, sia in veste di critica e curatrice che d’artista e performer. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti,ha esposto le sue opere in gallerie italiane e straniere, in particolare all’Istituto Italiano di cultura di Londra e Berlino. Negli ultimi dieci anni la sua attività si è concentrata in ambito letterario. Si è occupata come critica, della curatela e dell’ideazione di esposizioni per altri artisti. Ha collaborato con il mensile Arte/Mondadori (Milano) e con varie riviste artistiche e letterarie come Graphie(Cesena), o cinematografiche Rifrazioni (Bologna) ed anche con quotidiani come il Corriere Romagna.Ha pubblicato numerose raccolte di racconti e traduzioni, in particolare di poesia. È docente incaricata dell’Accademia di Belle Arti di Rimini.

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Fioresi Stefano

Stefano Fioresi nasce a Modena il 28 luglio 1965. La sua sensibilità artistica unitamente ad una grande versatilità espressiva ed esecutiva, gli aprono la possibilità di compiere differenziate esperienze a livello artistico e professionale, anche di carattere internazionale.Dal 1989 si dedica con successo all’attività di operatore pubblicitario e parallelamente è attivo nel settore della grafica artistica.Tra le commissioni di particolare rilevanza in questo periodo, risulta la realizzazione di una serie di pannelli per la sede Ferrari di Maranello riproducenti la visione complessiva degli stabilimenti della casa del Cavallino(1990).Della fine degli anni Novanta si dedica a una personale ricerca artistica che unisce l’osservazione dell’attualità a uno stile espressivo unico, caratterizzato dall’utilizzo di una pittura granulosa, che all’acrilico mescola polvere di marmo seguita da una stesura finale di resina utilizzata per uniformare le campiture. In questi anni crea un nuovo linguaggio visivo che si costruisce attraverso fasi successive a partire dalla ripresa fotografica, e che, nelle rielaborazioni seguenti,risente dell’influsso dei media e delle immagini pubblicitarie tradotte nel codice semplice e diretto della Pop Art. In questo modo l’autore sviluppa un percorso attraverso il quale, rileggendo elementi sintattici e visivi della comunicazione di massa, attiva un approccio creativo alla raffigurazione artistica nella direzione di una “Nuova Pop Art Italiana”.I numerosi viaggi in Italia e all’estero, arricchiscono il suo patrimonio visivo di un repertorio di immagini in cui la città diventa soggetto o scenario della sua opera. Tra le principali mostre personali a partire dall’inizio del Duemila, ricordiamo: “NYC–New York City”, presso la Galleria Factory di Modena, a cura di Maurizio Sciaccaluga, nel 2003; “Re-Visiting MoMA” alla Galleria MOdenArte di Modena, a cura di Maurizio Vanni, nel 2012, di particolare rilievo la partecipazione alla 52 BIENNALE DI VENEZIA del 2007 con l’evento collaterale “Caos project”, presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia.Significativo, nel 2015, l’invito a partecipare alla collettiva “Self: Portraits Of Artists In Their Absence” presso il National Academy Museum di New York, a cura di Filippo Fossati, Diana Thompson e Maurizio Pellegrin.

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Fiume Salvatore

Salvatore Fiume

Salvatore Fiume nasce nel 1915 a Comiso, in Sicilia.Fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. A sedici anni, grazie a una borsa di studio,entra al Regio Istituto d’Arte del Libro di Urbino dove acquisisce una profonda conoscenza delle tecniche della stampa: litografia, serigrafia, acquaforte e xilografia. Nel 1936, terminati gli studi, si reca a Milano dove conosce artisti e intellettuali fra cui Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri, con i quali stringe amicizia. Sebbene intenda affermarsi come pittore, Fiume ottiene il primo successo con un’opera letteraria, il romanzo Viva Gioconda!,scritto nei primi anni della guerra e pubblicato a Milano nel 1943 dall’editore Bianchi-Giovini. Alcuni anni prima, nel 1938, si era trasferito a Ivrea, presso la Olivetti, come art director di Tecnica e Organizzazione, la rivista particolarmente cara al presidente, Adriano Olivetti, alla quale collaboravano intellettuali di prestigio come Franco Fortini e Leonardo Sinisgalli. Tuttavia, per potersi dedicare completamente alla pittura, nel 1946 lascia la Olivetti e si stabilisce a Canzo, vicino a Como, dove adatta a studio una filanda dell’Ottocento che, dal 1952, diviene anche la sua residenza.La prima mostra è a Milano, nel 1949, alla Galleria Borromini. Ne segue, nel 1950, l’invito della Biennale di Venezia ad esporre il trittico Isola di Statue(ora nei Musei Vaticani) che gli vale una copertina della rivista americana Life.Nel 1953 le riviste Life e Time gli commissionano, per le loro sale di riunione di New York, una serie di opere raffiguranti una storia immaginaria di Manhattan e della Baia di New York, che Fiume reinventa come isole di statue.Fra il 1949 e il 1952, su invito dell’industriale Bruno Buitoni Sr, Fiume completa un ciclo di dieci grandi dipinti sul tema:Le avventure, le sventure e le glorie dell’antica Perugia nei quali è evidente la lezione di maestri italiani del Quattrocento come Piero della Francesca e Paolo Uccello. I dipinti, donati dalla famiglia Buitoni alla Regione Umbria nel 1998, sono conservati a Perugia nella Sala Fiume di Palazzo Donini, aperta al pubblico.Nel 1950 il grande architetto Gio Ponti gli commissiona un enorme dipinto destinato alle pareti del salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria. In esso Fiume rappresenta una immaginaria città rinascimentale ricca di capolavori italiani del Quattrocento e del Cinquecento.Nel 1956 l’immensa tela affonda con l’Andrea Doria al largo di Nantucket, Massachusetts. Nel 1962 una mostra itinerante porta cento quadri di Fiume in diversi musei tedeschi toccando, fra le altre, le città di Colonia e Ratisbona.Nel 1973, accompagnato dall’amico fotografo Walter Mori, Fiume si reca in Etiopia, nella Valle di Babile, dove dipinge su un gruppo di rocce utilizzando vernici marine anti corrosione. Per la grande antologica del 1974 al Palazzo Reale di Milano, Fiume realizza un modello a grandezza naturale di una sezione delle rocce dipinte in Etiopia, occupando quasi interamente l’enorme Sala delle Cariatidi. Nella stessa occasione presenta per la prima volta la Gioconda Africana, ora custodita nei Musei Vaticani. Nel 1993 Fiume visitai luoghi di Gauguin in Polinesia e, in omaggio al grande maestro francese, dona un suo dipinto al Museo Gauguin di Tahiti. La prima esperienza di Fiume nella scenografia risale al 1950, quando esegue i bozzetti per le scene e i costumi de La Vida Breve di Manuel de Falla, un’attività che continua fino ai primi anni ’60 anche con altri teatri come il Covent Garden di Londra, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro Massimo di Palermo. Oltre a Viva Gioconda!,Fiume pubblica altri tre romanzi, numerosi racconti, nove commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. Il suo libro Pagine Libere, del 1994, è una raccolta di osservazioni personalissime sulla vita e sull’arte. Nel 1988 l’Università di Palermo gli conferisce la laurea ad honorem in Lettere Moderne come riconoscimento per la sua attività di narratore, poeta e drammaturgo. Muore a Milano nel 1997.

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Emblema Salvatore

Salvatore Emblema nasce a Terzino (Na) nel 1929 e muore a Napoli nel 2006.”La vera pittura è nella Natura” diceva Emblema; il segreto non consiste nel riprodurre su tela la natura quale si presenta ai sensi, ma nell’utilizzo della natura, per essere essa stessa creazione e composizione nel momento in cui viene percepita.L’itinerario artistico di quello che diventerà uno dei maestri storici che hanno affrontato il problema dello Spazialismo, inizia nel 1948 quando esegue una serie di collages usando foglie disseccate e costruendo ritratti attraverso le modulazioni cromatiche. Seguono le ricerche materiche con l’impiego di pietre e minerali raccolti alle falde del Vesuvio, dei quali si serve per concretizzare delle figurazioni.Una borsa di studio e l’iscrizione alla Scuola Corallo di Torre del Greco lo fanno apprezzare dai docenti, tanto che sarà iscritto all’Istituto Statale d’Arte di Napoli, ma non completerà gli studi. Va invece a Roma,dove incontra Carlo Levi e Ugo Moretti. Gli ambienti artistici della capitale ne influenzano l’indirizzo pittorico. Nel 1953 la settimana “Incom”gli dedica un documentario, e nel 1956 realizza la sua prima personale a Roma alla Galleria San Marco e comincia ad intensificare la sperimentazione dell’uso delle tele di sacco per le sue opere.Contemporaneamente, il mondo del cinema e della moda si interessano alla sua attività:collabora con Fellini e disegna modelli e stoffe per lo stilista Schubert.Ancora molto giovane si trasferisce negli Stati Uniti, dove frequenta con assiduità gli studi di Pollock e Rothko: dal primo apprese la libertà del gesto creativo, il secondo invece ne influenzò colori e trasparenze. Istituisce un fertile rapporto con il critico Argan che diventerà un suo grande ammiratore ed esegeta. Tramite ilsuo prezioso amico, conosce la sperimentazione materica di Lucio Fontana, e capisce che per raggiungere l’essenzialità delle cose bisogna togliere e non aggiungere. Così elimina il colore privilegiando la sola tela e,successivamente, la“de-tesse”, sottraendo alcuni fili e permettendo di intravedere dietro di essa quello spazio non più “morto” ma partecipe al quadro.Come sosteneva lo stesso Maestro “quando la tela non è più solo superficie e forma ma volume, allora esce dalla bidimensionalità, e collabora con la luce”. In tal modo l’artista toglie,riduce, sintetizza e “come l’omerica Penelope, trova la sua via di salvezza nello sfilare e disfare la tela, nel rimettere in discussione il già, apparentemente, compiuto per restare comunque fedele all’Odissea della pittura”. E’ questo il processo che porta alla creazione di tele dalla forte emozionalità astratta, un’arte che è segno, gesto e non parola.Nel 1972 rifiuta, per una scelta di libertà creativa, la cattedra di pittura che gli viene offerta presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.Con umiltà e caparbietà continua la sua ricerca che, finalmente, riceve una consacrazione definitiva ed ufficiale: gli si aprono, infatti, le porte della Biennale di Venezia, del Metropolitan Museum di New York, degli Uffizi di Firenze, del Palazzo Reale di Napoli, mentre sue opere sia di pittura che di scultura vengono acquistate dalle più importanti raccolte d’arte contemporanea sia pubbliche che private.

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